Il
fondatore della IBM, Mr. Watson, incontrato da padre Busa in occasione di
un viaggio in America, non era stato incoraggiante. «Caro padre, nessuna
macchina al mondo riuscirà mai a fare quello che lei vuole». Era il
1949. Comprensibile forse la cautela ma non per il gesuita, fermamente
deciso a continuare.
Durante
la lunga attesa, aveva avuto modo di leggere gli slogans appesi alle
pareti. Uno di questi diceva: «Il difficile lo stiamo facendo, per
l’impossibile ci vuole solo un po’ più di tempo».
Padre
Busa lo fece notare a Mr. Watson replicando: «Prima di dire che una
cosa è impossibile occorre provarla».
La
conclusione? L’IBM gli spalancò le porte ponendo una sola condizione:
che l’acronimo da International Business Machines non si trasformasse in International
Busa Machines.