LINGUE DISCIPLINATE

“ Perché oggi dovrebbe avverarsi la sempiterna utopia della lingua perfetta? ”

“ Perché oggi abbiamo il computer. ”

Il Progetto LD (Lingue disciplinate) si propone di vincere una delle sfide imposte dalla globalizzazione, cioè il far sì che il computer ci faccia parlare un’unica lingua, ‘rovesciando Babele’ ( titolo di un omonimo libro di padre Busa). Infatti nei primi anni del terzo millennio dopo Cristo viviamo tante “babele”: della comunicazione, dei valori, dell’economia, oltre che delle lingue. La scienza nell’ultimo secolo ha fatto progressi giganteschi, eppure siamo nella stessa situazione descritta dalla Bibbia. Gli uomini con le loro invenzioni vogliono toccare il cielo, ma si trovano “dispersi sulla terra”, disorientati e spesso incapaci di capirsi e di comunicare tra loro.

 Il computer va inteso in quest’ottica come un intermediario tra persone che parlano lingue diverse, come portatore di una lingua ontologica e ideografica nella quale ogni singola parola ha un solo significato. Un cinese e un italiano grazie al computer potranno un giorno dialogare tra di loro senza conoscere l’uno la lingua dell’altro e neppure l’inglese. In pratica accadrà questo: il cinese invia un testo nella sua lingua al computer, il quale lo traduce e lo trasmette all’italiano; quest’ultimo scrive in italiano e il computer traduce in cinese. Prima che si arrivi a questi risultati gli esperti italiani e cinesi dovranno ovviamente elaborare i necessari programmi, risultato del matrimonio tra la fisica dell’informatica e la microanalisi delle lingue.

Nelle forme attuali di trasmissione di dati e di informazioni via rete c’è un grande deficit di precisazioni di linguaggio: il mio tentativo si muove proprio in questa direzione, un lessico in grado di sviluppare, standardizzare e globalizzare le attuali forme di comunicazione via rete. Questo è l’obiettivo del progetto Lingue Disciplinate. In parole povere ‘una lingua disciplinata sta a una lingua viva

come un frutteto sta a una foresta pluviale’.

Chiamiamo viva qualsiasi lingua venga usata istintivamente da chiunque su qualunque argomento. Essa punta alla ridondanza e all’ornamento. La lingua viva non è domabile dal computer, come ha dimostrato il Rapporto ALPAC del 1966 negli Stati Uniti. La ragione sta nel fatto che le variabili della lingua viva – parlata e scritta – sono tante quanti gli individui umani, moltiplicate per gli anni della loro vita e per il numero degli ambienti in cui essi si sono mossi: paese, scuola, professioni, famiglia, religione, letteratura, arte, sport e via dicendo. Chiamo invece disciplinata una lingua che sia stata potata, cioè ridotta all’essenziale, per finalità particolari. Esempi di potatura dei testi sono gli indici, gli abstracts di articoli scientifici, i telegrammi, gli sms. La lingua disciplinata, a differenza di quella viva, può essere domata dal computer.

 

Bisogna tener conto che  nel lessico di chiunque parli o scriva vi sono due emisferi:

- poche voci di altissima frequenza (le cosiddette parti grammaticali, variabili e invariabili) presenti in ogni argomento ed esprimenti la logica;

- moltissime voci che specificano ciò di cui si tratta e quindi esprimono la cultura o il contesto (alimentazione, trasporti, sport, musica, arte…).

Alla luce di ciò nel progetto LD una équipe di esperti fa una cernita delle parole ritenute indispensabili sia del primo che del secondo emisfero e attraverso un complesso processo di confronti e di decantazione del sistema lessicologico si arriva a una lingua semplificata, standardizzata, potata fino al suo nucleo essenziale ed elementare. A ognuna delle parole selezionate si fa corrispondere un insieme di numeri binari. E il computer a questo punto compie la magia della traduzione automatica: lo studente di Pechino capisce così all’istante ciò che gli scrive lo studente di Roma e viceversa. Ma ovviamente prima di arrivare all’input-output italiano-cinese e cinese- italiano dobbiamo disporre di algoritmi che ci dicano, per esempio, quale è nelle due lingue la collocazione di un aggettivo rispetto a un sostantivo o di un verbo rispetto al

soggetto. Solo allora i due files saranno come un Giano bifronte e il computer diventerà parlatore di lingue diverse. Lo stesso testo potrà essere immediatamente leggibile in tutte le altre lingue disciplinate.

Padre Busa precisa che questo suo progetto di traduzione automatica si rivolge a quella infinità di persone ( per esempio ai piccoli imprenditori ) che hanno necessità di un mediatore linguistico preciso e versatile in un’epoca di grande mobilità. Esso rappresenta una straordinaria opportunità, un’infrastruttura pubblica di comunicazione sociale a livello mondiale capace di produrre vantaggi duraturi e di dare un contributo per l’abbattimento delle disuguaglianze tra i popoli. Certo c’è il rischio che l’intelligenza dell’uomo venga schiacciata dall’invadenza del computer, ma padre Busa  ci tiene a sottolineare che ‘la colpa è di chi usa il computer’.

 “ .. è cominciata una nuova era in cui i veicoli di comunicazione sociale hanno fatto un grande salto di qualità. Le reti informatiche sono un germe appena nato, porteranno a grandi benefici per tutta l’umanità, ma vanno usate correttamente.. Nella Rete c’è il pericolo di trasformare il computer in strumento per veicolare la menzogna, le notizie false. Quelle che ledono la dignità dell’uomo.. ”