LESSICO TOMISTICO BICULTURALE

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Il Lessico tomistico biculturale è un progetto che, con l’aiuto dei computer, porterà alla traduzione in linguaggio moderno dei concetti espressi da san Tommaso in latino medievale. «Il risultato del Lessico renderà evidente quanto sono ancora attuali gli scritti di questo santo - spiega padre Busa - . Dal punto di vista linguistico non emergeranno differenze con gli autori moderni, ma molte concordanze». Questo paziente lavoro è da sempre appoggiato dalla benedizione dei pontefici: il primo ad apprezzare il contenuto di questa ricerca fu Giovanni XXIII nel 1961; seguirono due udienze di Paolo VI, una nel ’74 l’altra nel ’76 ( stesso anno in cui il pontefice auspicò la prima pubblicazione dell’Index ).

” ..Lo spunto è venuto dall’analisi dell’espressione di san Tommaso ratio seminalis, che era l’antico stoico logos spermatikos, l’anima mundi che Virgilio ha messo in versi latini molto belli.. mi è risultato chiaro che san Tommaso, quando scriveva ratio seminalis (che ho trovato sempre tradotto come ragione seminale) aveva in mente quello che abbiamo in mente noi quando parliamo di «programma genetico». Se sostituite nelle frasi di san Tommaso questa espressione, il contesto si accende come una lampadina. Non che lui conoscesse il DNA, perché ovviamente non c’erano gli strumenti di indagine, ma lui sapeva che doveva esserci un programma genetico che partiva da Dio creatore e si esprimeva in ogni individuo..

.. Il lessico di san Tommaso è enciclopedico ed è una sintesi di quaranta secoli di civiltà mediterranea: comincia con Abramo, frutto della civiltà e della cultura mesopotamica, circa 3000-3500 anni prima di Cristo, poi c’è il pensiero greco, il pensiero romano, il pensiero arabo e tutto il pensiero cristiano; di questi quaranta secoli, dodici sono di civiltà cristiana. Adesso che ho tutto il suo lessico, prendo in esame san Tommaso non per quello che lo distingue dagli altri autori analoghi, ma per quello che ha in comune con tutti. Allora, si tratta di prendere le sue parole una per una, avendole già divise per categorie semantiche, risalire da queste parole ai concetti che esprimevano allora (nella cultura del 1200), venire oggi (nel 2000) agli stessi concetti e da questi discendere alle parole che li esprimono e darne così la traduzione in diverse lingue. Per questo il progetto si chiama biculturale..

.. Il metodo. Prendo, di una parola, tutti i contesti, tutte le frasi che la contengono; su queste frasi inserisco i codici delle correlazioni sintattiche, elementari e dirette; in parole correnti i codici che specificano l'analisi grammaticale e logica di questa parola, frase per frase.  Questo è un lavoro da «sgobboni» però è la forma profonda e solida di pensare..

.. In periferia, in tutto il mondo dovremo trovare persone che sappiano il latino, che siano sgobboni, che non disdegnino gli antichi. A ognuno viene data una parola su cui devono essere eseguite tutte le sintesi di correlazioni con una cascata di programmi monofunzione. Dai collegamenti sintattici di ogni parola con i verbi di cui è soggetto o complemento, verranno fuori i suoi significati. Finora a me sono venuti fuori. Poi ognuno deve fare un elenco di questi significati nella propria lingua: inglese, spagnolo, tedesco eccetera. Poi i risultati vengono inviati a Roma dove, per prima cosa, un comitato certifica la qualità del lavoro. Questo è indispensabile. Poi, all’interno di seminari tra esperti di vari paesi e lingue, bisogna esaminare i significati di questi concetti per tradurli nelle diverse lingue e nelle diverse culture contemporanee. Si avvia così la sperimentazione di una collaborazione internazionale tra diverse università attraverso un lavoro in equipe in rete (e-mail, teleconferenza) e i loro sviluppi. A Roma c’è già un piccolo nucleo di persone che sarà il centro di questo lavoro in rete.. “.